Che la Tv abbia ormai conquistato un ruolo di primaria importanza nelle nostre vite è un dato di fatto,noto ormai da molto tempo.
La stragrande maggioranza delle persone ha un programma,una fiction,insomma un qualunque spettacolo televisivo, a cui non sa rinunciare. Anche i pochi “eroi”, che si considerano immuni dall’ influenza del piccolo schermo, si trovano ogni giorno a combattere strenuamente i continui “attacchi” dei tanti “Tv-addicted”.
Ma la situazione è ancora più grave:tanti sono quelli che, appena tornati a casa, accendono la Tv anche senza un motivo preciso. Provate a chiedere loro il perchè. La risposta sarà sempre la stessa: “Mi fa compagnia…”.Niente di più triste. Questa è la prova che in un mondo dominato dall’illusione di essere continuamente in contatto con tutti, senza limiti di spazio e tempo,in realtà,ci sentiamo sempre più soli.
Ma al peggio non c’è mai limite.
In rete si era sparsa la voce che il 2 febbraio, alle 21 Barack Obama avrebbe parlato a reti unificate per l’annuale “Discorso sullo Stato dell’Unione”,da sempre considerato l’appuntamento pubblico più importante in cui il presidente fa il bilancio delle cose fatte nell’anno passato e illustra il suo programma per l’anno in corso.
A questa notizia il “terrore” si è sparso tra i tantissimi fan della nota serie televisiva americana “Lost”.Infatti la data scelta per il discorso di Obama sarebbe stata la stessa decisa per la messa in onda della prima puntata della sesta serie del noto serial.
Proprio per questo la Casa Bianca si è dovuta piegare alle esigenze di audience della rete Abc anticipando il discorso del presidente.
A confermare la notizia è stato il portavoce di Obama,Robert Gibbs, il quale ha assicurato che “con il suo discorso sullo Stato dell’Unione davanti al Congresso il presidente Barack Obama non metterà in pericolo la messa in onda della prima puntata della sesta e ultima stagione di Lost”.
Infatti il discorso si è tenuto il 27 gennaio, permettendo così ai fans della nota serie televisiva di poter assistere senza annullamenti o posticipazioni alle gesta eroiche dei loro “paladini mediatici”.
Quindi proprio tutto deve soccombere alle logiche del profitto televisivo? Siamo ormai più interessati alle sorti dei personaggi creati dalla mente di qualche regista che al nostro stesso futuro?
Ai posteri l’ardua sentenza.
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