Forse avrete sentito della comunicazione che sta girando questi giorni tra le classi quinte, riguarda una delle cose maggiormente temute dal preside e da molti professori: I Cento Giorni.
Molti si vedono davanti lo spettro di classi svuotate, con solo un paio di alunni presenti, hanno il terrore di perdere preziose ore di lezione, con gli esami ormai alle porte.
Tutta questa ansia legata ai cento giorni è in realtà per buona parte ingiustificata, in quanto molte classi neanche perdono giorni di scuola e le poche che li perdono si limitano ad un giorno massimo due; niente di traumatico, ci sono cose ben peggiori di un giorno di assenza collettivo.
Senza contare che in fondo si tratta di una delle ultime possibilità per gli studenti di passare qualche giorno insieme, gli esami sono a soli 100 giorni, e poi una volta passati segneranno la fine della classe, molti di noi si perderanno di vista, magari per anni o per sempre.
La maturità segna il passaggio dall’età scolastica a quella universitaria, un’ universo totalmente diverso dove la classe, gli amici sono solo un ricordo del buon vecchio liceo.
Visti in questa ottica i 100 giorni non sembrano una cosa così negativa e in fin dei conti non vedo dove lo possano essere, fra 40 anni ripenseremo a quei giorni ridendoci sopra, ci ricorderemo quella data non come un semplice giorno di scuola ma come un giorno in cui ci siamo divertiti come pazzi.
Tornando a parlare del nostro liceo, sulla stessa circolare era citato anche un certo buon senso legato alla crisi economica: non mi pare che spendere 50 euro per stare via un paio di giorni sia eccessivo , anche perché di questo evento si conoscono le date precise da almeno 3-4 mesi, un tempo sufficiente a chiunque per racimolare questa quota, senza contare che per le varie gite si spende molto ma molto di più e nessuno si è mai lamentato, senza contare le varie attività che si facevano gli anni scorsi come la settimana bianca dal costo non indifferente ma di cui da questo punto di vista non si è mai fatta nessuna obiezione, non vedo dove sia la differenza in questo caso.
Molta parte dell’allarmismo deriva dal fatto che comunque si perdono giorni di scuola senza veri motivi a scopo didattico e di fatto è giusto che sia un’assenza ingiustificata in quanto da questo punto di vista i cento giorni non sono un buon motivo per saltare giorni di scuola, ma se da un lato questo è giusto, d’altro canto non è neanche giusto arrivare a minacciare di abbassare il voto in condotta, quando si legge di imbecilli che fanno danni , che compiono azioni di bullismo, quando si parla di assenze molto frequenti o ritardi cronici, allora in questi casi è giusto intervenire coi provvedimenti che riguardino il voto di condotta, ma quando si tratta di una semplice assenza che non pregiudica nulla e che non nuoce a nessuno, non vedo perché si debbano minacciare simili provvedimenti.
In Conclusione quindi demonizzare una semplice festa come i cento giorni poiché alcune classi potrebbero essere assenti per un giorno o due non mi sembra proprio un vero problema, ce ne sono molti e molto più seri.
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