Che il mondo del parlare sia ormai bello che andato

Ce lo dicono le chat e l’sms stringato,

dove per far prima e risparmiare spazio

di smile e abbreviazioni si fa un enorme strazio.

E i giovani, purtroppo, son sempre un po’ accusati

Di essere dimentichi dei bei tempi passati,

perciò con penna e rime torniamo a disquisire

di questioni che non siano il gossip e il bel vestire.

Non siamo infatti inetti, leggeri e delinquenti,

sebben di noi si parli sol quando siamo violenti;

abbiamo gli occhi aperti sul nostro vecchio mondo

e vediamo che i problemi sembran pozzi senza fondo:

c’è l’effetto serra, la guerra e il terrorismo

la crisi e una politica condita di cinismo.

Guardiamo i passi avanti che insieme abbiamo fatto,

ma abbiam il gran timore di aver perso il contatto

con quello che dai libri la storia ci ha insegnato:

il valore e la virtù di chi è già passato.

Noi giovani, in effetti, abbiamo sempre in mente

che il futuro si modella sul passato e sul presente;

perciò a chi ci dice che il domani è in mano nostra

noi rispondiamo in coro: “la palla è ancora vostra!

Invece di aspettare il cambio e la panchina

smarcatevi e correte, il gol già si avvicina!”.

Ma voi non vi aiutate, non siete squadra vera,

pensate al sol profitto dall’alba fino a sera.

La politica, d’altronde, non dà un gran bell’esempio:

tra liti l’unità soltanto con lo scempio

del viso di quel premier che prima del potere

ha dignità di uomo, forse l’unica a valere.

Scandali, dibattiti, parole senza azione,

ora siamo stanchi: vogliam la rivoluzione!

Che sia una lotta armata di solidarietà:

uniti tutti insieme pel mondo che verrà;

al posto dei fucili, la mano usi l’amore

si asciughino le lacrime, è già troppo il terrore!

La gente vien provata da stragi naturali:

tra mare- e terremoti, non servon criminali.

Noi giovani innalziamo una bandiera nuova,

chiamando tutti quanti a mettersi alla prova:

ciascuno aiuti l’altro per senso del dovere

e un orizzonte nuovo si inizia già a vedere.