Tutti, purtroppo, ci stiamo rendendo conto che più passa il tempo e più la politica è soltanto urla, pregiudizi e maleducazione. La prova di tutto questo è data dai quotidiani che, quando trattano di politica, dimostrano che la loro informazione è malsana, caotica e sempre uguale. Mi riferisco soprattutto a quelle testate giornalistiche unilaterali, quindi non obiettive.

Anche i talk show riguardanti la politica sono la prova che qualcosa non funziona correttamente. Proprio come nella proprietà commutativa per la somma degli addendi, in questi talk show “cambiando l’ordine degli argomenti (perché alla fine risultano, bene o male, sempre gli stessi), il risultato non cambia”. Probabilmente tutto questo caos nell’accavallarsi degli interventi e nel tono malato è cercato dalle trasmissione stesse, che trovano in esso l’unico share possibile. Negli Stati Uniti la situazione è differente, probabilmente perché lì, per cultura e tradizione storica, le opinioni politiche di ciascuna fazione sono simili e quindi il dibattito politico non è poi così acceso. In Italia invece abbiamo avuto sempre le contrapposizioni Stato – Chiesa, Nord – Sud  e Destra – Sinistra più marcate che in qualsiasi altro Paese occidentale. Non dico che ciò sia sbagliato, però dobbiamo essere consapevoli che da noi il dibattito politico sarà per questo sempre molto acceso.

Il dibattito polito (o per meglio dire, il conflitto politico) si è purtroppo allargato anche agli organi di garanzia, quali la Consulta ed il Presidente della Repubblica. Il loro compito più importante è quello di mantenere l’equilibrio tra i tre poteri e garantire il reciproco rispetto: pare che questo ruolo, fondamentale tra l’altro, non sia per nulla rispettato.

Tutte queste “piccole cose” (se così le possiamo definire) messe una sopra l’altra, non fanno altro che suggerirci un verdetto: tutti noi (perlomeno io) ci siamo stancati di questa politica e quindi essa ha bisogno di cambiare (in meglio, ovviamente).

l malcontento popolare è aumentato con la crisi economica, perché il grosso della gente crede, erroneamente, che essa sia frutto del mondo politico. Le vie di fuga più praticate sono l’astensionismo e l’estremismo. Questo è molto preoccupante, perché dimostra come la gente, soprattutto i giovani, non si ponga più fiducia nella politica e, se lo fa, si aggrappa alle frange estreme, con le quali non è possibile il dialogo.

L’aggressione a Silvio Berlusconi doveva risultare un’occasione opportuna quasi la Chiave di Volta che risolveva tutto. Un grave episodio di quelle dimensioni non poteva non far riflettere: il fatto è accaduto perché il popolo è stufo di un certo andazzo politico e delle stesse cose citate finora. Invece, nel predicare la calma e la riflessione, i politici non fanno altro che alimentare il clima di odio e di caos.

Il dibattito risulta corretto se è basato su tesi fondate e ragionate e non su frasi fatte. La soluzione “più veloce” consiste, quindi, nell’abbandonare ogni superstizione o pregiudizio e rivolgersi al dibattito politico corretto ed alla moderazione. Ormai la divisione netta tra destra e sinistra, su certe questioni,non deve esistere più, quel che deve contare è il benessere del Paese. Se ciò non risulta possibile, allora vuol dire che l,o scenario politico ha bisogno di una “ripulita”, simile a quella che ci traghettò, dopo lo scandalo Tangentopoli, dalla Prima alla Seconda Repubblica. Chi ha orecchi per intendere, intenda. Perché se questi buffoni (e non è sempre e soltanto il Sig. B) intendono comportarsi come tali, allora che rimangano a casa propria, dato che tutti noi (perlomeno io) non abbiamo intenzione di pagare i loro errori a nostre spese.

Poi pensatela come credete.