“Delitto e castigo” è un romanzo dello scrittore russo Fiodor Michailovic Dostoevski pubblicato per la prima volta, a puntate, nel 1886.
La vicenda parla di Raskolnikov, un ex universitario ribelle e, secondo lui, escluso dalla società, che è statocostretto ad abbandonare gli studi perché Dunja, la sorella, non era più in grado di mantenerlo.
Entrambi abitano in un condominio a San Pietroburgo. Lì vive anche Katerina Ivanovna, la vecchietta alla quale Rodia (cioè Raskolnikov) è costretto pagare l’affitto. Neanche fuori egli può trovare pace: la piazza è infatti piena di ubriaconi e mercanti caotici, per non parlare poi delle prostitute. Inoltre Katerina più che la persona perbene che vuol sembrare, pare che faccia la strozzina. Stressato da tutto ciò, “chiuso come un cane in un canile” (queste le testuali parole del Dostoevskij), Rodia classifica la vecchietta come la causa di tutti i suoi malanni. Poco dopo ucciderà lei e Lisaveta (la sorella che aveva colto Raskolnikov in flagrante) con un accetta. Le conseguenze psicofisiche sull’ex studente sono paragonabili a quelle provocate dall’alcool: prima una grande euforia, poi una repulsione per tutto ciò che lo circonda, infine la caduta in un profondo stato di depressione ed ipocondria: tutto era dovuto alla mancanza di integrità psicologica della sua persona, che dopo l’omicidio era andata scemando. Una volta che Raskolnikov deciderà di costituirsi alla polizia, egli verrà spedito in un carcere in Siberia. Lì andrà anche la sua compagna Sonia, che per amore lo seguirà durante la sua detensione.
Altri personaggi secondari esercitano un’influenza sul pensiero di Raskolnikov, primo fra tutti Rasumichin, un ebbro conosciuto dal protagonista in piazza, prima dell’omicidio. É molto carismatico e molto influente sulle idee di Raskolnikov. Secondo lui, infatti, l’Uomo non è altro che un bugiardo ed un vigliacco. Soltanto con la menzogna potrai arrivare alla verità. Sei uomo perché menti. Mentire a modo proprio è meglio che dir la verità solo al modo altrui: nel primo caso sei un uomo, nel secondo non sei che un pappagallo. La verità non ci sfuggirà, ma la vita la si può massacrare: possono esser fatti degli esempi. Tutti noi, a proposito di scienza, pensiero, invenzioni, ideali, desideri e quant’altro, ci basiamo sulle verità degli altri. Sbagliato! Bisogna invece studiare, per cercare di ribaltare quellle idee. Con questo pensiero la società progredirà.
Da parte mia sono pienamente d’accordo: “l’Uomo deve mentire sull’ idea altrui perché deve dimostrare che essa è sbagliata.
Perché una bugia detta a modo proprio è sempre meglio di cento verità dette a pappagallo secondo le opinioni degli altri. Rasumichin critica aspramente anche il pensiero socialista. Per loro la società, per essere perfetta, dovrebbe essere priva di qualsiasi segno di vitalità: in questo modo sparirebbero anche i delitti, che non sono altro che una sorta di protesta contro una società che non funziona. Tuttavia, in questo modo, si andrebbe anche contro la Storia, perché essa non potrà mai esistere senza la presenza di un impulso vitale. L’umanità potrebbe anche non esistere, l’importante è che la società funzioni correttamente. Sbagliato! La società deve agire in modo congruo, ma quello che conta è la crescita dell’ Uomo.
Viene poi espressa l’idea, sempre da parte di Rasumichin, secondo cui l’umanità si divida in due grandi categorie: i comuni ed i non comuni. I primi servirebbero solamente per la riproduzione della specie, mentre i secondi sarebbero gli uomini veri e propri, liberi di compiere qualsiasi reato. Normalmente i comuni si riconoscono da i non comuni perché sono quelle persone che si lasciano sottomettere, mentre i non comuni sono quelli capaci di comandare. Un non comune è libero di uccidere un comune anche soltanto se questi intralcia i suoi progetti per migliorare la società. Se un comune, per errore, si credesse un non comune e sottomettesse i suoi simili, bisogna star tranquilli: egli non andrà molto lontano.
Secondo quest’ idea Raskolnikov non sarebbe altro che “un finto Napoleone”, uno di quelli che, credendosi un non comune, ha cercato di prendere il potere sottomettendo un suo simile. È importante notare come Rodia abbia deciso di costituirsi per merito della compagna, Sonia, un ex prostituta che gli fa capire che egli in realtà è soltanto un uomo comune.
Altro punto cardine riguarda il cristianesimo. Viene più volte fatto riferimento alla Divina Provvidenza ed al Vangelo. Sarà proprio la fede, insieme all’amore per Sonia, a convincere Raskolnikov a costituirsi. Perché se Dio lo capirà e lo perdonerà, allora Rodia si riterrà soddisfatto.
Leggendo la trama del libro vi sembrerà che “Delitto e castigo” sia un romanzo poliziesco oppure uno sentimentale: un delitto, un movente, la polizia, i molteplici sospetti e la confessione. E poi, l’amore per la compagna ed una trama che a prima vista sembra quella di una soap opera. In realtà, nel romanzo viene subito fuori l’identità del colpevole, e la vicenda non è focalizzata sulle indagini della polizia, né sulle vicende familiari e personali, bensì sulle conseguenze psicofisiche del delitto sull’omicida, sul tormento e lacerazioni della sua anima, dilaniata dal senso di colpa.
“Delitto e castigo” (in realtà la traduzione esatta sarebbe “Delitto e pena”) è un libro che consiglierei soltanto a coloro che amano particolarmente la lettura, certamente non a quelli che ne cercano uno soltanto per rilassarsi. La trama è molto bella, ma molto complessa, quindi il libro potrebbe risultare di non facile comprensione.
O comments in "“Delitto e castigo” di Fiodor M.Dostoevskij"
Commenta adesso!
You must be logged in to post a comment.