Nel secondo capitolo della saga di “Twilight”, scritta da Stephenie Meyer, la storia d’amore fra i due protagonisti si fa sempre più contrastata. Il film si apre con il “dramma” di Bella, che il giorno del suo diciottesimo compleanno, viene colta da un attacco di angoscia, consapevole del fatto di esser destinata ad invecchiare, a differenza del suo immortale compagno, che resterà diciassettenne per l’eternità.

 

Dopo essere stata lasciata da Edward, che rinuncia all’amore per proteggerla, dalla propria essenza di mostro contemporaneo, le assicura di non tornare mai più; Bella, inutile a dirlo, passa un periodo nella disperazione totale, si consola con l’amico Jakob, con il quale, ovviamente, nasce un’attrazione molto forte della semplice amicizia, che però non le permette di dimenticare il suo vampiro. Ma anche il nuovo amico di Bella nasconde un segreto (che poi tanto segreto non è, dato che si può intuire benissimo, già dalla prima pellicola).

 

Il film è peggiore del precedente. Innanzitutto il vampiro buono e oppresso dai sensi di colpa è una figura poco affascinante ed un po’ scontata e, se si escludono le parti fantastiche, il film si riduce ad un teen drama romantico per dodicenni. Quello che di più innovativo ed interessante potrebbe essere sviluppato nella trama (ad esempio la descrizione di un mondo fantastico, che, come già successo per “Harry Potter” diventa affascinante ed avvincente) viene completamente oscurato dalle turbe amorose dei protagonisti, i quali raggiungono il culmine nei dialoghi pieni di pause, sospiri e battute scontate in stampo da soap opera (ripetitive e goffe).

 

La vicenda è molto tirata per le lunghe, tante che l’unico “colpo di scena” è quello della battuta finale, mentre le parti che dovrebbero far stare con il fiato sospeso, quelle dei combattimenti, sono ridicolizzate dai pessimi effetti speciali (caratteristica del regista Chris Weitz, il quale anche nel suo precedente lavoro “La bussola d’oro”, ha sviluppato dei effetti veramente pessimi). Il riferimento alla tragedia shakespeariana, ripresa dalla prima scena, in cui Bella ed Edward guardano il film di “Romeo e Giulietta”, è decisamente esagerato.

 

Comunque vi sono note positive: la camera non è quasi mai fissa su un personaggio, ma si cimenta in bellissime riprese panoramiche e il tutto è alleggerito da un buon repertorio musicale.

Anche qui, però, c’è da ridire: a forza di zoomate improvvise, cambi di velocità d’immagine e riprese ruotanti a 360 gradi, viene mal di testa e la vicenda procede in maniera troppo poco lineare.

Il successo commerciale è assicurato: la storia d’amore contrastata fa sempre presa sui giovani, tanto più se i protagonisti maschili sono stati scelti ad arte per assecondare le richieste estetiche del pubblico femminile.

 

Il finale aperto assicura un grande affluire di pubblico anche per il nuovo capitolo, la cui uscita è prevista a Giugno del 2010. In fondo anche gli spettatori a cui non è piaciuto il film sono curiosi di sapere se Edward si deciderà finalmente a trasformare la sua Bella in un vampiro.