10 Novembre 2009-Cosa vuol dire salvaguardia dell’ambiente? Gettare la carta nel cestino bianco, la plastica nel giallo e i rifiuti nel grigio? Non basta. Vuol dire utilizzare energie alternative? Non basta ancora. Salvaguardare l’ambiente vuol dire innanzitutto SALVAGUARDARE NOI STESSI. I gesti, sicuramente importanti, sopra enunciati, dovrebbero essere azioni spontanee dettate dal nostro istinto di sopravvivenza; purtroppo in molti casi non è ancora così. È di fondamentale importanza capire che l’ambiente non è qualcosa di esterno, che non ci appartiene e da cui ci possiamo estraniare: è il nostro habitat e forse l’elemento che più condiziona la nostra vita.
Abbatteremmo mai le fondamenta della nostra abitazione per poterla ampliare con nuove stanze? Chiunque abbia a cuore la propria casa, anche senza una laurea in architettura, capirebbe che si tratta di un’azione irresponsabile. Allora perché continuiamo a distruggere alberi per ricoprire il territorio di nuovo cemento? Senza ulteriori giri di parole arriviamo dunque alla recente polemica che ha acceso gli animi di molti: l’abusivismo. Dopo la tragica alluvione del 2 ottobre a Messina, un’altra frana ha prodotto un nuovo disastro, questa volta a Casamicciola (Ischia). Genitori che portavano a scuola i propri figli e persone che si recavano a lavoro in macchina si sono visti travolgere da una massa di fango che li ha buttati direttamente in mare. Una ragazza di 15 anni ha perso la vita, morta per annegamento dopo essere rimasta intrappolata in auto. MORTA. Altre decine di persone a Messina erano decedute, asfissiate dal fango o schiacciate dai detriti. DECEDUTE. Non parliamo di cifre esorbitanti, ma sono pur sempre vite spezzate, di gente come noi che aveva l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Anzi, di trovarsi nell’AMBIENTE SBAGLIATO. In entrambi i casi siamo infatti di fronte ad un territorio malato, che presenta un suolo instabile o, come si dice tecnicamente, ad alto rischio idro-geologico, perché privato delle sue fondamenta naturali: le radici. Le hanno sostituite le tonnellate di cemento delle case abusive, costruite senza tener conto delle norme ambientali.
Prendersi cura del nostro habitat non è un gioco. Si tratta di un impegno gravoso, a cui però nessuno ha il diritto di sottrarsi. A seguito di indagini svolte dopo i tragici avvenimenti prima citati, si è scoperto che esistono molte altre zone dove è alto il rischio di frane. È vero quindi che il territorio italiano è malato ed è in questo stato perché noi lo abbiamo infettato con il nostro egoismo utilitaristico. Tuttavia abbiamo ancora la fortuna di possedere la cura in grado di salvarlo e questa risiede nel buon senso di ognuno di noi. Non chiudiamo gli occhi di fronte alla problematica ambientale: in fondo l’uomo è anche il luogo in cui vive.
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