Da circa una decina di mesi sentiamo in continuazione sui mass media parlare di ‘influenza suina’, o di virus A/h1n1. Una sorta di pandemia, poi ribattezzata ‘nuova influenza’, che sembra essere nata in Messico all’inizio di quest anno solare, per poi tornare alla ribalta in autunno. In realta, secondo quanto documentato in una trasmissione televisiva, la suina nacque nel 1976, negli Stati Uniti, e causò una sola vittima accertata. La domanda che ci chiediamo tutti è questa: ma il contagio (di rapida diffusione, altrimenti non sarebbe una pandemia) può realmente avvenire? Anche la ben più nota influenza stagionale fa parte del ceppo A, anche lei provoca migliaia di vittime ogni anno, in ogni parte del mondo. Eppure non è conosciuta con l’appellativo di “pandemia”. Forse perchè essa è una malattia ormai consolidata per le capacità di difesa del nostro sistema immunitario, mentre la nuova influenza è del tutto nuova. Nessuno crederebbe ad una gonfiatura mediatica della pericolosità della normale influenza, cosa che invece funzionerebbe(ed è quello che sta accadendo) con un’ influenza ‘anomala’. Eppure secondo alcuni esperti questa sarebbe anche più lieve della stagionale. Le ipotesi che spiegano la nascita di questo ’scoop mediatico’ sembrerebbero essere due: il boom di bilancio delle case farmaucetiche ed un uso spregiudicato dei mass media. L’ OMS avrebbe catalogato la febbre suina come una pandemia di livello 6, ma ai più sembra una boiata. E poi, tornando sulla questione delle aziende produttrici di farmaci, come mai il vaccino ad hoc è balzato fuori in un baleno? Se fosse così facile produrne uno si sarebbero già risolte malattie come l’AIDS. Questa ‘pandemia’ farà la stessa fine della SARS: un virus mediatico capace più di far scalpore e di riempire le pagine dei quotidiani che creare seri pericoli alla nostra salute. Per non correre rischi l’unico rimedio consiste nel seguire i soliti elementari consigli di Topo Gigio (che poi non sono altro che semplici regole di educazione e di igene) e starsene con il cuore in pace.

Dal sito del Ministero della Salute:

” I casi di influenza settimanali stimati sono circa 540mila. In totale dal 19 ottobre al 1 novembre, sono stimati 785 mila casi nel nostro Paese. In base a dati parziali pervenuti all’Istituto superiore di sanità sono state vaccinate al 9 novembre circa 80.000 (79.440) persone, sulla base della pianificazione della campagna prevista da ciascuna Regione. In particolare le Regioni sono state sollecitate a vaccinare con la maggiore rapidità le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e i soggetti dai 6 mesi ai 64 anni appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti, con priorità assoluta per i bambini appartenenti a tali categorie. La percentuale delle vittime correlate all’influenza A è lo 0,0039 % dei malati contro lo 0,2 % dei  decessi correlati alla normale influenza.”

VISTO COSA DICE IL MINISTERO? La pericolosità dell’influenza suina è di 1,95 volte minore di quella stagionale. Speriamo che questo finto falso allarme non continui a generare troppo panico.(corretto)