Martedì scorso 3 febbraio è avvenuto il primo incidente nella storia di tipo spaziale.

Si è infatti scontrato il satellite russo Kosmos con quello americano Iridium, circa 800 chilometri sopra la Siberia. I due colossi l’ Iridium di circa 500 chili e tuttora funzionante e il Kosmos di circa una tonnellata ma inattivo dal 1995 si sono scontrati ad una velocità di circa 200 metri al secondo, provocando un’enorme impatto che ha rilasciato centinaia di detriti nella orbita terrestre.

Il vero problema è che alcuni di questi detriti anche se in modo remoto potrebbero minacciare la stazione spaziale internazionale, che non sarebbe in grado di schivare i micidiali detriti rilasciati dall’impatto, basta infatti una scheggia delle dimensioni di francobollo, vista la velocità, per provocare danni gravissimi alla stazione.

Ma la preoccupazione più grande della NASA è il telescopio spaziale Hubble che si troverebbe molto più a portata dei detriti e che in caso di danno la NASA dovrebbe abbandonare pervia dei scarsità di fondi, altre preoccupazioni provengono invece da satelliti russi nelle vicinanze dell’impatto sempre inattivi ma con a bordo reattori nucleari e che quindi se colpiti rischierebbero di rilasciare detriti radioattivi se colpiti.

Il problema dei detriti spaziali è sempre più pressante infatti dal lancio dello Sputnik nel 1957 gli oggetti lanciati dall’uomo attorno alla terra sono circa seimila, tra stadi di razzi, detriti varie e satelliti in disuso, ultimamente il primo pericolo per le missioni dello shuttle è divenuto l’impatto con i detriti mentre il rischio dovuto al decollo e all’atterraggio è passato in secondo luogo.

Oltre quindi alla terra nel giro di soli cinquant’anni siamo riusciti a riempire di detriti anche lo spazio.